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Certificato di proprietà | |
Herumel
L’ermellino Herumel conduce una vita per lo più notturna in inverno, mentre in estate è attivo soprattutto di giorno. È un animale solitario e territoriale, nei confronti degli appartenenti alla stessa specie e dello stesso sesso; lo è ancor di più qualora la densità sia elevata (ossia nel caso in cui vi siano molti ermellini nella stessa area).
La dieta di Herumel è rappresentata principalmente da arvicole e, qualora esse scarseggino, da uccelli, roditori, lepri, conigli e anfibi. La sua strategia di caccia consiste inizialmente nell’ispezionare continuamente l’area, rizzandosi spesso sulle zampe posteriori per avere una visione migliore e, successivamente, nell’avanzare compiendo dei balzi (generalmente lungo muri, siepi o sponde dei fiumi) sorprendendo la preda. Talvolta caccia anche in ambienti aperti.
Così come gli altri Mustelidi, Herumel possiede olfatto, udito e vista molto sviluppati.
I suoi nemici naturali sono la volpe, i gatti (selvatici e domestici), i rapaci diurni (poiana e aquila reale) e notturni (civetta e gufo reale).
Nei lunghi mesi invernali, quando il risparmio energetico è più necessario, anche perché le prede scarseggiano, le sue energie le risparmia fino all'osso riposando venti ore su ventiquattro. Quanto al luogo del riposo, Herumel non si prende la briga di fabbricarsi una tana. S'installa senza tanti complimenti in quella di un topo campagnolo, di un topo d'acqua, di una talpa o di un toporagno e se la tana è occupata dal legittimo proprietario, peggio per lui. Quando poi una volpe o un gatto selvatico lo insegue, non preoccupatevi poiché Herumel ha un'altra strategia vincente: irrora l'inseguitore di un potente getto di sostanza maleodorante, una secrezione che gli fuoriesce, in caso di necessità, da una ghiandola posta sotto la coda. Proprio come fanno le sue cugine puzzole. È particolarmente adatto alla convivenza con l’uomo per il carattere giocoso ma non troppo esuberante. Non morde e ama accoccolarsi sulle spalle del proprio padrone ed essere trasportato da lui. Non disdegna le carezze lungo tutto il corpo ma non apprezza le coccole sulla coda che cura e pulisce ogni volta che può in maniera alquanto morbosa.
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