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Certificato di proprietà | |
Ellery
La
vedova nera (Latrodectus mactans) è un aracnide appartenente alla
famiglia delle Therididae. Come tutti i ragni non possiede uno scheletro
interno, ma la rigidità del corpo è data da una sostanza
indurente prodotta dall’epidermide, che fornisce uno scheletro,
un sostegno per i muscoli ed una valida difesa contro gli attacchi esterni.
Questo scheletro esterno viene mutato periodicamente. Il corpo è
suddiviso in due parti: un addome leggermente ovale ed un cefalotorace.
Questo ragno è ritenuto altamente velenoso rispetto ai suoi simili,
ma una sua puntura, se viene curata, non è pericolosa per l’uomo,
perché il liquido iniettato dall’insetto è in minima
quantità, ma è indispensabile per uccidere le prede e difendersi
dai nemici. Il manto di questo ragno è di colore nero brillante,
con una macchia rossa a forma di clessidra sul ventre. I giovani invece
sono marroni e bianchi. La femmina è più grande del maschio,
va dagli 8 ai 40 millimetri. La sua strategia di caccia consiste nel rimanere
nascosto nella ragnatela in attesa che qualche insetto si avvicini e rimanga
impigliato. A quel punto completa il lavoro producendo fili di tela molto
resistenti per intrappolare la preda e ne succhia il liquido vitale. I
maschi non passano molto tempo nella tana, ma vagano in cerca delle femmine,
e sono pressappoco innocui. La vedova nera non è di natura aggressiva,
anzi è piuttosto solitaria, e punge solo in caso di pericolo. La
sua vita si aggira intorno ai due anni. La vedova nera ha un importante
ruolo ecologico perché si nutre di molti insetti, spesso dannosi
per l’agricoltura. Anch’essa produce la seta, che ha diverse
funzioni. Ad esempio per catturare le prede o per difendere le uova. Il
ragno è solitamente solitario, e quindi in primavera trovare una
partner per accoppiarsi può non essere così facile. Ancor
prima di cercare la compagna, il maschio crea una “ragnatela spermatica”
e deposita su di essa una piccola quantità di sperma. Successivamente
“carica” lo sperma sui palpi ed inizia a cercare la femmina.
Individuata la potenziale partner, inizia a corteggiarla, cercando di
farsi riconoscere dalla femmina ed evitare di essere confuso per una preda.
Le uova sono poi rilasciate sulla ragnatela e sono completamente ricoperte
con la seta. Sono poi camuffate e attentamente accudite dalla femmina.
Sono prodotte da poche decine sino a centinaia di uova e prima della schiusa
trascorrono 8-30 giorni. Solo un piccolo numero di uova sopravvive, la
crescita completa dei piccoli richiede 4 mesi. Ellery
è una vedova nera femmina adulta, dal carattere chiuso e schivo,
come tutti i suoi simili. E’ un animale che non da confidenza e
non si cura di chi le sta attorno, pensando solo alla propria tana e a
procurarsi il cibo. Ogni giorno tesse lunghi fili setosi che vanno a formare
la tela sulla quale vive, e che serve da trappola per catturare gli insetti
di cui si nutre. La sua attività è prettamente notturna,
ma non si sposta quasi mai dalla tela, ed aspetta pazientemente ore ed
ore che qualche preda rimanga impigliata, per poi balzarle addosso ed
avvolgerla in un fitto bozzolo. A volte conserva le prede a lungo, per
poi nutrirsene nei momenti di maggior bisogno. Ha un corpicino nero con
una macchia tipica a forma di clessidra sull’addome, di colore rosso,
molto evidente. Le zampe sono molto lunghe e snelle, dai movimenti rapidi
e precisi. Tutto il corpo è ricoperto da un esoscheletro abbastanza
resistente ma pur sempre fragile; per questo se viene urtata, anche per
sbaglio, non esita ad attaccare per difendersi, quindi meglio essere delicati
con lei. Non è di indole aggressiva, quindi non attacca per il
puro gusto di offendere, ma si limita alla difesa del nido, della prole
e di sé stessa. Se viene affidata ad una persona riesce a legarsi
con rispetto e lealtà, permettendole di avvicinarsi senza alcun
rischio, e lasciandosi anche prendere in mano. Non ama la presenza di
troppi individui o di animali minacciosi, ma se trattata con il dovuto
rispetto si adagerà volentieri sulla mano o sulla spalla del padrone,
senza mostrarsi minacciosa. Come i suoi simili ha l’abitudine di
cambiare tana molto spesso, sia per evitare i predatori che per sorprendere
nuove prede ignare della sua presenza. Non bisogna imporle un luogo dove
stabilirsi, ma è meglio lasciarla libera di vagare per la casa
e cercare da sola un angolino adatto. Una volta abituata alla vita domestica
non si allontanerà mai e non uscirà mai all’esterno,
se non delicatamente invogliata dal padrone. Non è un animale semplice
da accudire, e l’ideale per lei è vivere tranquilla e indisturbata
nella tana. E’ inutile tentare di nutrirla, perché mangerà
soltanto insetti catturati da sé.
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